Cascate Vittoria: 5 trucchi per visitarle al meglio.

April 9th, 2016 § 0 comments § permalink

The bridge Victoria Falls Cascate Vittoria
Cascate Vittoria: 5 trucchi per visitarle al meglio.
Stamattina mi sono alzata con un dubbio. E se Livingstone, il famoso esploratore scozzese avesse avuto Siri? Che cosa gli avrebbe chiesto? Così ho acceso l’iPhone e ci ho provato. “Ehi Siri? Conosci le Cascate Vittoria?” Silenzio.
Ho iniziato con domande facili, ma l’assistente vocale del mio telefono era già in tilt.
Gira e rigira mi indirizzava sempre sulla stessa pagina di Wikipedia, che francamente in questo caso dice tutto e non dice nulla. Iniziamo bene.
Il reverendo scozzese David Livingstone annuncia al mondo di aver scoperto in Africa delle cascate imponenti, ovviamente già note a molti tranne a lui, con il nome di Mosi-oa-Tunya, il fumo che tuona. Per non farsi mancare i “like” della Royal Geographical Society e di sua Maestà l’allora Regina d’Inghilterra gli diede l’altisonante nome “Cascate Vittoria”. Il reverendo ci sapeva fare con il marketing!
Dimenticavo.
Siamo nel novembre 1855. 
In quell’anno uscivano le poesie di Walt Whitman, “Foglie d’erba”, si saliva sulla seconda vetta più alta delle Alpi, il Monte Rosa e  a Parigi venne aperta la seconda Esposizione Universale, dopo quella di Londra del 1851. Ovviamente i francesi cercavano di impressionare il mondo, ma questa è un’altra storia.
Livingstone, ad onor del vero, approccia le Cascate dal fiume Zambezi; quando arriva di fronte alle cascate, è appunto novembre, la stagione è al termine della stagione secca. L’acqua del fiume Zambezi doveva avere sicuramente una portata d’acqua così povera e scarsa, che Livingstone si deve essere perso di sicuro il “fumo che tuona” o Mosi-oa-Tunya come le chiamavano i Makololo.
Per evitare questi grossolani errori e visto che Siri non è molto d’aiuto, mi sono detta, approfittane, scrivi almeno 5 trucchi per vedere al meglio le famose Cascate Vittoria!
victoria falls images immagini stagione verde
1) Stagione giusta! Innanzitutto, visto che parliamo di una delle meraviglie del mondo… per vederle al meglio, al massimo del loro splendore e con una portata d’acqua degna di essere tale, io consiglierei di vederle tra dicembre/gennaio e maggio/giugno nella cosiddetta wet season stagione verde (o umida) quando il fiume Zambezi ha raccolto tutte le piogge dagli altopiani a monte e soprattutto da tutti i suoi affluenti. Solo in questa stagione lo Zambezi in un secondo scarica 9.000 metri cubi  d’acqua con un salto di oltre 120 metri.
p.s. 9.000 metri cubi al secondo sono circa 4 piscine olimpiche (la piscina da 50 metri) che si svuotano nella gola lunga 1km… ogni secondo, ininterrottamente! #sapevatelo
Ogni stagione è comunque a sé, ovviamente. L’ immagine sotto è scattata in diversi anni nella dry season o stagione secca.
Victoria falls cascate
2) Zambia o Zimbabwe? Forse è la domanda più noiosa che si possa fare. E non ascoltare la risposta, forse ancora peggio. Chi è stato sul fronte dello Zimbabwe per tirare acqua al suo mulino vi spiattellerà un migliaio di ragioni per evitare assolutamente di vedere le cascate sul fronte Zambia. E viceversa. Che noia! Prendetevi l’intera giornata di tempo e visitate le cascate da entrambi le parti e vedrete quanto sono belle, tutte, nella loro interezza! Come si fa a dividere un’opera d’arte in due? Riuscirete magari a prendervi un caffè in Zimababwe nello storico Victoria Falls Hotel (costruito nel 1904 per dare ospitalità ai lavoratori che costruivano la ferrovia) o tuffarvi (questo solo da metà agosto a dicembre) nell’adrenalinica Devils Pool in Zambia.
In più, potrete camminare sul famoso ponte di ferro pedonale e ferroviario del 1905 che unisce i due paesi. Un pezzo di storia, parte del sogno di Cecil Rhodes, di una ferrovia che collegasse il Cairo a Cape Town.
p.s. chi era Cecil Rhodes? Va beh, non posso proprio raccontarvi tutto! Uno famoso, mettiamola così!
 Victoria falls bridge
3) Visitare il Museo di Livingstone a Livingstone su Livingstone. Lo so, detta così sembra una palla mortale. Visitare un museo in Africa con tutte le cose belle che posso fare! Tipo l’adrenalinico bungee jumping? Oppure raftingscapicollo sulle rapide dello Zambesi? Datevi un tono!
Il Museo di Livingstone, che poi è il più antico dello Zambia, è una bella scusa.
C’è una fantastica mappa dello Zambia a parete ed un plastico ben fatto delle Cascate Vittoria e potrete finalmente capire dove siete, dove sono le Cascate Vittoria, quanto sono grandi i parchi nazionali dello Zambia. Soprattutto, al di là delle ricche stanze colme di reperti originali che descrivono la storia e la cultura del Paese… rimarrete affascinati dalla stanza dedicata a lui: Livingstone.
Le sue scoperte, i suoi attrezzi originali, i vestiti, le fotografie dell’epoca, persino l’albero genealogico e le sue lettere….che se avete la lacrima facile come me, forse un pelo vi commuoverete.
Dai carteggi originali trasudano le prodezze, ma anche le paure e le difficoltà di uno dei più grandi esploratori dell’epoca. Sì. Il museo ne vale davvero la pena!
 Zambia Museum livingstone
4) L’arcobaleno lunare. Quando l’ho detto a mia nipote, si è stupita: “la maestra mi ha detto che l’arcobaleno si vede solo con la pioggia e con il sole!” Ho dovuto spiegarle che non è proprio solo così! Anche se non piove è sufficiente dell’acqua, tanta acqua. Se non c’è il sole, la luce riflessa della luna piena, va bene lo stesso, cara maestra!
E’ un momento unico e per dirla tutta ci va anche molta fortuna! Dovreste essere lì nella notte di luna piena, un giorno prima o al massimo un giorno dopo! Non deve essere una giornata nuvolosa e purtroppo dovrete ripagare l’ingresso al parco. Sistemati questi dettagli, lo spettacolo è assicurato! Se avete una macchina fotografica ricordatevi il cavalletto.Moon rainbow Victoria Falls
5) Ombrello o k-way? Se mi fossi dimenticata questo consiglio, mi avreste odiato per tutto il viaggio! Portatevi TUTTO quello che potete per proteggere apparecchi elettronici dal “fumo che tuona”! O meglio, se volete potete anche visitarle in infradito (sconsiglio stivali di gomma!), ma ricordatevi di mollare tutto: cellulare, macchina fotografia, videocamera, chiavi della macchina e auricolare bluetooth o, se non altro, di proteggerli come si deve!
L’ombrello non serve a nulla, il vapore acqueo non ha una direzione precisa se non quella del vento. Se vi dimenticate questo consiglio, riuscirete comunque ad affittare una mantellina prima di fradiciarvi totalmente e divertirvi come non mai. Lo spettacolo è assicurato. Ve l’ho detto! Enjoy!
Cascate Vittoria fun enjoy
p.s.: puoi anche leggere e commentare l’articolo sul mio Blog Africa United di Vanity Fair
http://africaunited.vanityfair.it/2016/04/08/cascate-vittoria-5-trucchi-per-visitarle-al-meglio/

In Malawi nella storia del tè

November 7th, 2011 § 0 comments § permalink

La storia del Malawi passa attraverso la pianta del tè. Pochi sanno che le prime piantagioni di tè in Africa vennero qui introdotte  alla fine dell’Ottocento: oggi è il secondo produttore africano al mondo, secondo solo al Kenya. Uno dei grandi vanti è quello di aver introdotto le Camelia sinensis originarie dalla Cina, al contrario di altre piantagioni successivamente nate da semi ibridi: per questo motivo è uno dei tè più richiesti al mondo, conosciuto come un tè raffinato dai sapori vivaci.
Va da sè che c’è un’intera ed enorme area nel sud del paese in cui panorami si aprono in modo spettacolare in enormi e dolci colline coperte dal manto immacolato e verde del tè: incredibile come in alcune piantagioni siano presenti macchie di foresta in cui si nascondono importanti IBA, Important Bird Area. Alcune piantagioni sono certificate Fair Trade: siamo andati a visitarle. Un lavoro interamente —> continua a leggere su Tiscali Viaggi

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