Inno alla stagione verde: appunti dalla spedizione 49.

April 17th, 2011 § 0 comments § permalink

La stagione verde, seppur alla fine, ci ha regalato panorami davvero incredibili. Colori predominanti: verde e blu, tra paesaggi che a 1600 m, come a Viphya plateau, si sono tinti di bianco per la fioritura delle protee. Pioggia, arcobaleni e nuvole hanno contraddistinto la  spedizione 49, appena terminata. Pioggia: come ho scritto in un breve post su Facebook: “la pioggia, che dono meraviglioso!” Certo, la pioggia rende alcune piste scivolose, alcune pozze non attraversabili e l’avventura si fa più difficile…ma più interessante. E’ stato messo alla prova, forse come non mai, il nostro truck che ha superato brillantemente ogni prova…beh, onori e meriti vanno a Stefano, impeccabile come sempre nella guida del nostro ACM 90! Arcobaleni: una serie di arcobaleni così numerosi e completi forse non era mai capitata. Nel Luangwa alla ricerca di felini una luce radente incredibile e un grande arcolabeno davanti a noi ci ha accompagnato creando un’atmosfera suggestiva ed irripetibile. Birdlife: nella stagione degli amori il piumaggio di una Vedova paradisea codalarga sembra quasi averci accompagnato da nord a sud, da ovest a est. Navigando sul fiume Shire: ippopotami che grufolano, aquile urlatrici che si chiamano e martin pescatori  che in picchiata si tuffano con una precisione millimetrica. Le nuvole che si specchiano nell’acqua calma e abbondante, tra qualche elefante che gioca e si rinfresca. Se il paradiso avesse una stagione sarebbe la stagione verde! Nuvole: no, non esistono altre stagioni. Le nuvole africane della stagione verde sono imbattibili e i cieli si colorano e riempiono di forme e tramonti speciali. Un inno alla stagione verde? Beh, se non si era capito, per me, assolutamente sì!

Nuvole, Malawi, stagione verde

Nuvole, Malawi, stagione verde

Elefante, Luangwa valley

Elefante, Luangwa valley

Temporale, Malawi

Temporale, Malawi

Walking safari, Malawi

Walking safari, Malawi

Il libro di “Africa through iPhone”

March 2nd, 2011 § 0 comments § permalink

La domanda che sento più spesso rivolgere a Stefano riguardo al progetto Africa through iPhone ha quel che di incredulità che suona più o meno così: “Ma davvero le hai fatte tutte con un iPhone? Un telefonino?” E qualcuno aggiunge: “Ok, ma poi le hai lavorate con il computer!”. Per poi sentire Stefano che, come tanti iPhoneographer, risponde con precisione: “Le foto sono state scattate tutte con il mio 3Gs e non sono mai uscite dall’iPhone: sono pensate, scattate ed elaborate solo con un iPhone.” Posso testimoniare, io c’ero, è stato davvero così.

Dare uno spaccato di vita africana attraverso Malawi, Zambia, Mozambico, Tanzania e Kenya con una singola immagine è un po’ l’obiettivo da cui è partito Stefano, in collaborazione con il blog italiano di fotografia con iPhone (iPhoneography) Fotogriphone che continua a seguirlo con grande interesse; il racconto quindi di tante realtà, che, come dei flash, comunicano attraverso l’immagine e una piccola didascalìa, una riflessione, facendo sì che il lavoro parta innanzitutto dall’idea e dal concetto che si voleva comunicare. Il filo conduttore è quindi anche quello del viaggio insieme alle peculiarità dei territori come tradizioni, geografie, linguaggi.

Ovviamente non solo mi sono stupita guardando la qualità della stampa del libro che è uscito anche in  Edizione limitata, ma riguardando il lavoro che è stato inserito anche in Shoot4Change ne riconosco ancora una volta il valore. Emozionante l’introduzione di Attilio Lauria, docente del Dipartimento Attività Culturali del FIAF: “…ancor più che uno spostamento fisico nello spazio, Stefano ci ricorda che l’essere in viaggio è dunque un’esperienza continua della nostra mente che percorre percorsi inediti e visionari, dove memoria e sogno, così come nelle sue iphoneografie, si coniugano liberamente, con curiosità, intuizione e sperimentazione….”

Africa through iPhoneTanzania. Dar Es Salaam: “detribalizzazione”. Figure radicate  in una scena cui non appartengono realmente sono spinte verso l’abbandono delle forme di vita tradizionali per le nuove condizioni urbane. ©Stefano Pesarelli
Africa through iPhoneKenya, Nairobi: “non luoghi”. I centri commerciali sono i “non luoghi” che le tribú future avranno in ereditá abbandonando i luoghi culturali dei loro antenati. ©Stefano Pesarelli

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