A bridge. Maybe.

November 6th, 2011 § 0 comments


“Maybe there is a problem.”

Dovrei sempre riconoscere questo tono. Il capitano della chiatta che fa da spola sul fiume Kafue, unico mezzo di trasporto esistente per attraversare il fiume, dopo le sempreverdi canoe…se la cava così.

“Problem. Mvuto.” Per i simpatizzanti del kiswahili: matata. Problema. Grande problema.

Maybe? Ma…come maybe…?! Mi dice pure maybe?! Quale evento particolare dovrebbe far sì che il dubbio venga spazzato via? Ci sono chiavi inglesi ovunque, è tutto sottosopra, un odore nauseante di diesel, cavi e cavetti, code selvagge di mezzi ed infine lei, la chiatta, ferma  in mezzo al fiume, immobile.

“Maybe. Because I need to check.”

Se ne va. Io mi arrabbio un po’, forse perché ci siamo svegliati alle 4:30 stamatina per essere puntuali qui …e adesso… “maybe” c’è un problema, o forse perchè la strada è tanta, oggi, per raggiungere Livingstone o forse e proprio per colpa di quel maybe.

“Fino a orario da destinarsi? Like this?” Risponde pronto: “Yes madame.”

?*#*”!?!*

Incrocio gli sguardi luminosi dei miei compagni di viaggio che mi rinfrancano: giusto! Ottima occasione per socializzare con chi fa parte della lunga coda! Ci sono Maria e Veronica che mi dicono: “We are going to arrive late to work.”

“Pepani, penani…sorry.” Mi spiace.

“We sell vegetables.We buy vegetables Here, we sell There.” Accidenti! Il 2011 é anche questo!

Fermo il capitano e mi avvicino per capire le tempistiche. Mi precede: “Few minutes and we will be operational. It is like this almost every day.”

Di tutte le chiatte conosciute negli anni, beh, certo questa è veramente la più buffa…sono così pochi i metri all’altra sponda che…  insomma, le altre … quella sullo Zambesi in Mozambico o quella avventurosissima sul fiume Rovuma o quella sul fiume Pangane…per non parlare di quelle più conosciute di Mombasa o di Dar es Salaam…insomma, qui la sponda la puoi quasi toccare.

“But next year we will have a bridge, maybe. The goverment promise us a bridge.”

Un ponte!?  Veronica e Maria sorridono compiaciute: non dovranno attendere per andare al lavoro.

Questo pezzo d’Africa che se ne va, forse nessuno lo rimpiangerà. Forse.

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