La misura delle cose.

July 24th, 2011 § 3 comments

Cinquantaquattro avventure sono trascorse e come il caldo sole africano segna la pelle, ogni giorno di questi sette anni di truck ha illuminato, in modo diverso, il mio modo di concepire il viaggiare in Africa.

Ho incontrato persone semplici che hanno voglia di conoscere come si vive qui e che con un certo stupore si sono chieste come sia possibile che, nel 2011, le opportunità variano a seconda, semplicemente, di qualche chilometro di distanza. Ho visto negli occhi di qualcuno, questa semplice domanda a cui non so dare risposta.

Le parole sono importanti, per citare Nanni Moretti; qualcuno, sottovoce, in un momento come ce ne sono tanti qui, ha susssurrato: “Povera gente”. Distese di campi di cotone, la fatica della raccolta, il tetto in paglia da rifare, i bambini da mandare a scuola, le bancarelle con qualche banana, l’elettricità che va via per interminabili ore. Incontro Julian: “Ho studiato in Zimbabwe, perché mio padre si era trasferito lì. Sono stato fortunato a ricevere una educazione di livello.” Tra un safari e l’altro leggo qualche notizia on line dall’Italia: ci sono le macchine un autostrada, gli sguardi incupiti, i negozi sempre aperti, i non-luoghi dei centri commerciali, i piccoli paesi fantasma, le buste dell’insalata e tutti quegli stereotipi di cui ci nutriamo.

Misuriamo la soglia della povertà in possibilità economiche; io la misurerei anche in possibilità di scelta. Spesso, per comprendere, occorre fare uno sforzo grande e uscire dagli schemi mentali per vedere oltre; scrollarsi di dosso un modo di ragionare europeo, che applicato dalla parte opposta del mondo è spesso fuori luogo. Scrollarsi di dosso anche gli stereotipi ed i luoghi comuni: un lavoro davvero difficile.

Della mancanza di opportunità qualcuno, pochi, ne hanno fatto un’oppprtunita stessa. Geniale! Qualche giovane si arrabatta per realizzare un sogno.

Ogni tanto, qui in Africa, il mondo intero mi appare tutto tremendamente simile anche nelle diseguaglianze sociali.

Un monito che faccio anche a me stessa: regalare più tempo alle persone che incontriamo. Ci sono sguardi da approfondire e storie da ascoltare: lo ricorderò nella stesura del prossimo itinerario.

La memoria delle cose e della loro misura, di ciò che abbiamo vissuto, di ciò che siamo. Questo è l’augurio più grande che posso fare a tutti.

Walking barefoot, Malawi

Walking barefoot, Malawi

Malawi, rural life.


Children, Malawi

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§ 3 Responses to La misura delle cose."

  • vinicio fosser says:

    quello che mi manca dell’africa sono gli spazi, le luci, la gente; nel senso che le dimensioni relazionali -pur complesse- si stabiliscono su basi di disponibilità ed attenzione. Non so se questo dipende da noi che a quel mondo siamo comunque estranei e non dobbiamo quindi demarcare spazi e territori o se siamo presi dal “mondo antico” dello stile della relazione interpersonale. Certo -nei miei viaggi- mi sono sentito spesso più vicino alle persone che ho incontrato che a quelle con cui sono partito ed ho sempre desiderato un tempo maggiore; anche quando ho camminato con loro per giorni.
    a presto

  • Francesca Guazzo says:

    Ciao Vinicio, grazie per il commento. Esatto…un tempo maggiore. Ci rifletterò ancora. Un saluto grande. :)

  • Irene Dresda says:

    è proprio alla memoria delle cose e della loro misura, di ciò che abbiamo vissuto, di ciò che siamo che dedichiamo troppo poco tempo… in Africa manca tutto ma non il tempo, noi abbiamo tutto ma non siamo padroni del nostro tempo.
    un abbraccio!

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